MANIFESTO DI ECOPOESIA ITALIANA (2005)

                        di MARIA IVANA TREVISANI BACH

 

Definizione

Ecopoesia è un nuovo genere letterario che trae ispirazione dall'attuale emergenza ambientale. Inoltre, l'Ecopoesia si prefigge di "dar voce" ai viventi che non hanno voce e di testimoniare i loro diritti.

L'Ecopoesia è una parte del vasto universo della Poesia e non si pone in posizione di supremazia rispetto alle altre tradizionali espressioni poetiche. E' semplicemente diversa, e non alternativa.

Premessa

Dopo le confuse ed eterogenee esperienze artistiche postmoderne della seconda metà del XX° secolo, si vanno delineando alcune nuove tendenze che prendono origine:

· dalla velocità e dalla facilità della comunicazione

· dai processi di globalizzazione, anche culturale

· dalla sempre più drammatica criticità ambientale del nostro pianeta.

In questo contesto alcuni artisti italiani hanno sentito l'esigenza di esternare in un Manifesto le linee guida del loro modo di fare poesia o, più in generale, di esprimersi attraverso l’arte.

Questa scelta è il frutto di alcune considerazioni:

L'attuale sovrabbondante tempesta mediatica di notizie ha avuto come conseguenza una reazione difensiva tendente a separare dalle emozioni le informazioni e le immagini dei fatti.
Si creato quindi un conflitto tra il pensiero razionale che cerca di comprendere gli avvenimenti e l’enorme quantità di emozioni che su tali eventi vengono represse.
L'assuefazione a rappresentazioni virtuali ha progressivamente saturato le menti di miliardi di uomini rendendoli passivi spettatori dei fatti.
La passività ha generato, specie nei giovani, una abulia nei confronti di ideali e di valori, che ci ha privato dell’entusiasmo necessario ad affrontare i problemi del nostro tempo.

A seguito di tali considerazioni, alcuni artisti decidono di cimentarsi in un tipo di poesia che liberi, apertamente e senza pudori, l'emozione repressa per utilizzarla quale forza motrice per realizzare gli obiettivi suggeriti dai nuovi valori.

Nuovi valori

La salvaguardia dell'ambiente si impone come valore ineluttabile del XXI secolo a causa dell'attuale, critica situazione del nostro pianeta.

Caduta l’idea di una Natura, intesa come risorsa inesauribile, entra anche in crisi la visione antropocentrica e verticistica dell’Uomo padrone senza limiti, di tali risorse.

La nuova visione prospettica della Terra, suggerita dalle nuove conoscenze in campo astronomico e dalle affascinanti immagini che ci provengono dallo spazio, ci rende coscienti del nostro piccolo posto nell'Universo e della nostra non privilegiata presenza sulla Terra. L'Uomo, perciò, prende atto del suo ruolo di attore di distruzione o di protezione di questa casa comune e delle sue responsabilità nei confronti di questo fragile pianeta.

Da questa consapevolezza di responsabilità nasce una nuova etica di rapporto; non più esclusivamente fra uomo e uomo, ma fra Uomo e Natura. Questa nuova filosofia morale si inserisce in quella recente cultura che, dopo la destrutturazione post-moderna delle ideologie, ricerca nuovi valori e fini senza però ingabbiarli in rigide sovrastrutture gerarchiche o ideologiche.

Ruolo dell'Ecopoesia in questo scenario

Ogni genere di poesia sa creare emozioni. Tocca corde segrete o dimenticate. Stupisce con associazioni di suoni o di immagini inattese. Ci fa meditare con una metafora. Coglie l’essenza nascosta delle cose o delle nostre esperienze. Sfruttando la potenza di queste suggestioni, l'Ecopoesia diventa comunicatrice di emozioni e, attraverso di esse, risveglia le coscienze predisponendole all’ascolto dei problemi dei nostri giorni.

Questo tipo di poesia coinvolge contemporaneamente razionalità e sentimenti superando il pregiudizio del pensiero bipolare del XX secolo che fissava una netta separazione fra ragione e creazione artistica. Nell’Ecopoesia, accanto al tradizionale momento emozionale di comunicazione poetica, compare il momento razionale della presa di coscienza della criticità ambientale e della necessità di porvi rimedio. L'Ecopoesia è pertanto multidimensionale in quanto ripara la scissione di queste due dimensioni espressive e risulta essere più vicina al modo di pensare e di sentire degli uomini d'oggi.

Le scienze ambientali sanno dettagliatamente analizzare gli attuali problemi ecologici, ma non è detto che esse, da sole, riescano a farci agire per risolverli. Il linguaggio poetico che su questi temi è così diverso e nuovo, potrebbe ottenere più efficaci risposte risvegliando le coscienze e preparandole all’ascolto dei problemi del XXI secolo quali:

· la salvaguardia del nostro pianeta e un nuovo rapporto con tutti gli esseri viventi (Ecopoetry),

· la testimonianza dei diritti fondamentali dell’uomo e la pacifica convivenza fra i popoli, (Art & Peace),

· una nuova e diversa introspezione del proprio io, (Ecopsicologia, ecc.)

Questo bisogno di poesia nuova è stato colto in diverse parti del mondo. Sono nati così nuovi movimenti poetici che associano la Poesia alle attuali istanze etiche come Art and Peace, Eco Art, e, appunto, l'Ecopoetry.

Ma chi è l'ecopoeta?

L'ecopoeta non è l'aedo che canta la Natura, ma è colui che parla per la Natura. Dà voce alla Natura. Testimonia i diritti di quei viventi che non hanno diritti. E' colui che si sente interconnesso con la creazione e ne riporta emozioni dal di dentro; l’animale torturato, l’albero sradicato, l’intera terra inquinata, parlano direttamente attraverso i suoi versi. In definitiva, l'ecopoeta parla per questa casa comune, unica ed irripetibile, che va salvaguardata nella sua peculiarità e nella sua bellezza.

Proteggeremo la Natura se avremo imparato ad amarla, se avremo imparato a sentirci empatici con essa. Ed è proprio questo che l'Ecopoesia intende fare: trasmettere questo amorevole desiderio di protezione. Aiutarci a sentirci animali, alberi, foresta. A vivere il loro dolore come nostro. A vedere nella bellezza di un paesaggio incontaminato un modello da salvaguardare. A capire che il destino della Terra è anche il nostro destino.

L’ecopoeta è, quindi, il tramite fra comunità umana e mondo naturale. E' colui che, invece di macerarsi sul proprio tormentato io o sulle complesse dinamiche interpersonali, si immerge nella pace dell'unità della creazione, si apre al mondo, agli altri esseri viventi e si compenetra con essi.

Il linguaggio

L’Ecopoesia non è una poesia celebrativa, enfatica, che si erge da un piedistallo ad indicare la via da seguire, ma è la poesia empatica di chi si sente interconnesso con la Natura e ne riporta emozioni dal di dentro. Una poesia semplice, umile come lo sono i soggetti oppressi che parlano attraverso di essa.

La comunicazione

Esiste anche una specificità dell'Ecopoesia in questo campo. Nel tempo della comunicazione globale, anche la poesia deve saper comunicare globalmente, deve essere accessibile a tutti, deve essere aperta alle differenti realtà culturali del mondo e condividere e diffondere i valori del suo tempo.

L'Ecopoesia si libera dall'isolamento delle chiuse culture letterarie erudite, dalle vecchie mode sibilline delle avanguardie e dalle tradizioni poetiche locali e utilizza una comunicazione poetica semplice e chiara, comprensibile a tutte le culture -quindi anche facilmente traducibile- per diffondersi tra un pubblico sempre più allargato come richiesto dall’UNESCO nel messaggio della Giornata Mondiale della Poesia.

L'Ecopoesia deve saper comunicare globalmente perché vive in un tempo in cui, tutti i pensieri, tutte le emozioni e tutta la creatività del mondo vengono universalmente e contemporaneamente a contatto. Essa si alimenta di questa immensa linfa collettiva per creare nuove sollecitazioni che a loro volta verranno, per le stesse vie, universalmente trasmesse e raccolte.

Questa nuova Poesia, da taluni provvisoriamente definita “Post – post-modern Poetry” perché recepisce alcune tendenze delle correnti post-moderne, in questo Manifesto viene invece semplicemente definita: "ECOPOESIA".

Queste riflessioni sono estensibili a qualsiasi forma di arte che abbia al suo centro la Natura e l’Ambiente. Nel Manifesto questo tipo di Arte viene definita: "ECOART".

MANIFESTO OF ITALIAN ECOPOETRY (2005)

Definition

Ecopoetry – a new literary genre inspired by the current environmental emergency – aims to "give voice " to living beings who have none, and to attest to their rights.
Within the vast universe of poetry, Ecopoetry  does not claim a position of supremacy over other traditional poetic expressions, it simply chooses to be different.

Preamble

In the wake of the jumble of heterogeneous post-modern artistic experiences of the second half of the XX century, some new trends are emerging owing to:

·    fast and easy communications;

·    cultural globalization processes;

·    our Planet’s increasingly dramatic environmental emergency.

In this context, some Italian artists feel the need to express in a Manifesto their poetry-making philosophy or, more generally, to represent it through their art.

This choice is the result of the following considerations:

·   because of the daily bombardment of news from the media we tend to have a defensive reaction, and separate emotions from factual information and images;

·   this creates a conflict between rational thought – which seeks to understand events – and the huge amount of emotions that on such occasions we restrain;

·   inurement to such virtual representations has gradually saturated the minds of billions of people, transforming them into passive spectators;

·   this passiveness has generated apathy towards ideals and values, especially among young people. As a consequence we find ourselves deprived of the enthusiasm we need to address the problems of our time.

Following these considerations, a number of artists have chosen to experiment with a poetry genre that sets free our suppressed emotions and uses them as the driving force to achieve the targets inspired by these new values​​.

New values

Owing to the critical situation of our Planet today, protection of the Environment stands out as the unconditional priority of the XXI century.

The realisation that to treat Nature as an inexhaustible resource was a fatal mistake has brought about the decline of the anthropocentric view of mankind as its all-powerful master.

This new perspective of the Earth – further informed by recent astronomical discoveries and by the fascinating images that reach us from Space – has made us aware of our insignificant stature within the Universe, and forced us to acknowledge that we are not privileged creatures on Earth. Man, therefore, has begun to perceive his role as a potential destroyer or champion of our common home, and of his responsibilities towards this fragile Planet.

Awareness of this responsibility has engendered a new ethical relationship: no longer solely between man and man, but between man and Nature. Following post-modern deconstruction of ideologies, the moral philosophy of modern culture aims for new values ​​and purposes, devoid of rigid hierarchical and ideological superstructures.


The role of Ecopoetry in this scenario

Every poetical genre can create emotions, touch secret or forgotten strings, create surprising associations with unexpected sounds or images, and capture the hidden essence of our experiences. On the strength of such powerful inspiration, Ecopoetry becomes a means of spreading emotions, hence awakening our conscience to the problems of life today.

This kind of poetry involves both reason and feelings, evolving beyond the prejudices of XX-century bipolar thinking which laid down a clear distinction between reason and artistic creation. Alongside the traditional emotions of poetic communication, Ecopoetry also inspires a rational awareness of the dramatic environmental emergency we are faced with, and the need to resolve it. Ecopoetry is therefore cross-dimensional, as it bridges the divide between these two realms of expression and is seemingly closer to the thoughts and feelings of the people of today.

Environmental sciences can analyse current environmental problems in detail but are unlikely, on their own, to persuade us into action. A new poetic language – with its refreshing approach to these subjects – could obtain more effective results, by awakening our conscience and preparing us to listen to the fundamental issues of the XXI century:

·    preservation of our Planet, and a new relationship with all living beings (Ecopoetry);

·    testimony of fundamental human rights, and peaceful coexistence among peoples (Art & Peace);

·    a new and different perception of self (Ecopsychology, etc.)

This need for a new Poetry has been felt in different parts of the World. Thus novel poetic movements have formed that combine poetry with other current ethical movements, such as Art and Peace, Eco Art and, of course, Ecopoetry.

But who is the Ecopoet?

The Ecopoet is not a bard who sings about Nature: he speaks for Nature. He gives voice to Nature. Ecopoets testify to the rights of living beings who have none. They feel interconnected with the Creation, sharing and expressing Its innermost emotions: the tortured animal, the uprooted tree, the whole polluted Earth, speak directly through the Ecopoet’s verses. Ultimately, this artist speaks in favour of our common, unique and irreplaceable Environment, which must be preserved in all its diverseness and beauty.

To protect Nature we must learn to love it, to feel empathy towards it. And this is what Ecopoetry aims to do: to convey this loving urge to protect; to help us feel for animals, trees, forests, and to experience their pain as our own; to see the beauty of a pristine landscape as a model to be protected; to understand that the fate of Earth is also our own.

Ecopoets , therefore, are the link between human community and natural world. Rather than dwell on their troubled egos or on complex interpersonal dynamics, they tap into the peace of the Creation’s community: they open to the World, becoming symbiotic with other living beings.

Language

Ecopoetry is not a self-celebratory art that preaches from a pedestal, but  the language of empathic people who feel intimately connected with Nature’s living beings: it conveys their emotions from within, in simple form – as humble as the oppressed subjects it speaks for.

Communication

This is another sphere in which Ecopoetry necessarily distinguishes itself.  In the age of global communication, poetry must be able to communicate globally, must be accessible to everyone, must be open to the World’s different cultures, and share and spread the values ​​of its time.

Ecopoetry breaks free of closed, erudite literary circles; of stuffy,  enigmatic avant-gardes; of local poetic traditions; and uses simple, clear poetic communication, intelligible to all cultures – and therefore easy to translate – so as to reach an ever-growing public, as recommended by UNESCO in their message for the World Poetry Day.

Ecopoetry must be able to communicate globally, because it lives in times when the World’s thoughts, emotions and creativity are all simultaneously in contact. Nourished by this universal collective sap, Ecopoetry creates new urges, which in turn will be received and collected universally.

Some authors have tentatively named this new form of poetry "Post-Post-Modern Poetry", because it incorporates some of the current post-modern trends. In this Manifesto we choose to call it, quite simply, "ECOPOETRY”.

These reflections can be extended to all forms of Art that focus on Nature and on the Environment. In our Manifesto, this genre of Art is called "ECOART”.

[ Maria Ivana Trevisani Bach ]

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